Che non erano “contro” ma non erano neppure “a favore”. Che non c’era paragone e non c’era ammiccamento. C’era un pensiero libero, che riguardava lui. Lui, e io. Lui, io e anche mia madre che mi portava. Insomma non solo noi, c’erano anche tutti quelli che erano in teatro, ma non pretenderete che sappia chi siano no? Mi sto perdendo… Ah si! Dicevo… era strano ridere tutti assieme della masturbazione, della politica, delle piccole manie e delle grandi fobie, della noia… di tutte quelle cose che fanno un po’ imbarazzo, che sono private… Niente di privato. E poi il codice recitativo: l’abbattimento, a colpi di “onestà performativa”, della quarta parete; la naturalezza di passaggio fra la battuta comica e la riflessione sull’esistenza; il rispetto del pubblico nel portarlo a specchiarsi in un nuovo punto di vista. Era questo forse: un nuovo punto di vista. Il respiro era profondo durante i suoi spettacoli perché mostrava che sentirsi “parte di un tutto” non significa assimilazione compiacente ad uno stato di cose immutabile. Che la realtà può essere quieta e cordiale anche, e soprattutto, se in movimento. E’ il cambio del punto di vista che sta alla base della comicità, del rovesciamento carnevalesco. Così il pensiero si libera dalla paura dell’isolamento, del non-allineamento, e rivendica l’onore del volo alto, aperto, del gusto per l’ironico scoprirsi nel ragionamento. …. Ecco perché passava così facilmente dal parlare al cantare, perché quando il pensiero vola in alto, le parole non ci stanno più senza ali, e diventano melodia.
Fabrizio Paladin
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| SCHEDA TECNICA
Durata……………………………….. 1 ora e 30 minuti circa.
Esigenze tecniche minime:
Palcoscenico agibile di almeno 5 metri per 5 metri
Fondale nero e 2 quinte nere
La Compagnia è provvista dell’impianto di amplificazione per voce e piano elettrico.
Lo spettacolo propone canzoni e monologhi dal repertorio di Giorgio Gaber senza mai scadere nell’imitazione del personaggio. La profondità dei contenuti dei testi di Gaber-Luporini ha la dignità di un qualsiasi altro testo drammatico e pertanto così viene trattata. Canzoni: “L’odore”; “La libertà”; “Il comportamento”; “Destra-Sinistra”; “La Nave”; “Goganga”;…
Monologhi: “La paura”; “Bambini G”;”La masturbazione”; “Oh mamma”; “Il sogno in due tempi”;…
Lo spettacolo, dopo la prima esibizione per il “Premio Omaggio a Giorgio Gaber 2004” conferito a Fabrizio Paladin, ha replicato al Teatro della Murata di Mestre (gennaio 2005), a Bologna (P.zza S.Stefano, luglio 2005) e a Padova (Rassegna “Giardini Sospesi”, agosto 2005), Teatro Filodrammatici di Treviglio (maggio 2006)
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